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TEL AVIV – Un sms per un Sos. Una scatola nera da portarsi in tasca. «Guardi qui…», sorride fiero Ghigo Capasso, l’inventore, mostrando la sua idea nel traffico di Tel Aviv: «Basta un movimento anomalo. Un urto. E tutto va da sé…». La dimostrazione è quanto di più semplice si possa immaginare: si fa cadere il telefonino. Pochi secondi, il tempo d’evitare falsi allarmi, e dal cellulare parte il suono d’una sirena. Poi, un Sos più esteso che attiva subito video e microfono, per registrare quel che accade intorno. E in sequenza, in vivavoce, ecco le chiamate ai numeri amici e a tutti i contatti prestabiliti, con un sms che fornisce immediatamente la posizione esatta su Google Map. Se la vittima è priva di sensi, è immobilizzata o non può rispondere, provvede il cellulare a «parlare» e a dare le indicazioni necessarie per i soccorsi. Rimuovendo i dati sensibili per la privacy. E memorizzando nel frattempo tutto quel che, in caso d’incidente stradale, servirà all’assicurazione: i diagrammi dell’impatto, la velocità dei veicoli coinvolti, la frenata, posizione e abitudini di guida, qualunque cosa spieghi la dinamica. PER ORA FUNZIONA SOLO SU ANDROID-La black box più comoda, più piccola e più economica del mondo è già pronta. È una semplice applicazione per smartphone e si chiama Rescue, come la start-up italo-israeliana che l’ha brevettata. Ghigo Capasso ne è il presidente: uomo d’affari e architetto fiorentino, nei ruggenti ’70 pilota Alfa Romeo e campione italiano delle ruote coperte, con otto mesi di lavoro, un milione e mezzo d’investimento, ha studiato un complicato algoritmo e messo a punto una versione «intelligente» della scatola nera che, presto, tutte le auto dovranno montare. L’algoritmo di Capasso è sottoposto in questi giorni a Samsung, Vodafone, Motorola: «È riservato per ora ai sistemi Android. Ha già superato i crash test e nasce per chi guida, ma è adattabile ad altre situazioni. Perché sa valutare qualsiasi pericolo e agisce di conseguenza, anche quando il telefonino è spento. È un salvavita per motociclisti, ciclisti, pedoni, sciatori, escursionisti… Con un lettore vocale, basta la parola “aiuto!”, può salvare una donna che passeggia da sola in un parco. Con un collegamento satellitare, si può usare anche in zone desertiche». NELLA SILICON VALLEY ITALIANA-Datemi una start-up e vi cambierò il mondo. L’invenzione di Ghigo Capasso è l’ultima novità della Silicon Valley israeliana, il Paese al mondo con la più alta densità di società informatiche e (dopo gli Usa) col maggior numero di quotazioni al Nasdaq. Start-Up Nation, dove miriadi di ricerche diventano imprese, un abitante su due è laureato e, nell’innovazione, s’investe 30 volte più che in Europa. E dov’è più facile dare un’opportunità a chi ha le idee, ma non i soldi: «L’algoritmo – dice Ghigo Capasso – l’ha trovato la squadra che ho messo insieme: fisici, matematici, informatici, tutti giovanissimi che spesso lavorano da casa. Ragazzi svegli. Sa che il migliore va ancora a scuola? Quando ne ho bisogno, lo mando a prendere col taxi». (Via)